OCCUPAZIONI. SGOMBERATO PACIFICAMENTE IL PALAZZO DI VIALE DELLE PROVINCE


Con il trasloco delle ultime famiglie negli alloggi messi a disposizione dall’Ater e dal Campidoglio, si è concluso oggi il capitolo dell’occupazione abusiva del palazzo ex-Inpdai in viale delle Province a Roma. Anche in questa circostanza lo sgombero delle persone è avvenuto in modo pacifico, in collaborazione tra Regione, Prefettura e Comune capitolino e in condivisione con gli occupanti. Un altro positivo risultato conseguito attraverso il “modello Lazio”, che punta al ripristino della legalità nel rispetto dei diritti umani.


In particolare, l’Ater della Regione Lazio ha messo a disposizione 102 alloggi per 106 nuclei famigliari, di cui 4 famiglie in co-housing, mentre il Comune di Roma ha consegnato 39 alloggi a 42 nuclei famigliari, di cui 3 in co-housing. Tutte le famiglie che hanno ricevuto un alloggio hanno i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica, mentre 5 nuclei famigliari che non avevano tali requisiti e la documentazione in regola sono stati presi in carico dalla sala operativa sociale di Roma Capitale.


L’occupazione di viale delle Province risale al 2012 con circa 150 persone all’interno, di cui circa 80 minorenni, che vivevano nello stabile al civico 196. Lo scorso febbraio era stato avviato il censimento degli occupanti per poter poi mettere in campo una soluzione condivisa promossa dalla Regione Lazio con la collaborazione della Prefettura e il Campidoglio, che ha permesso di liberare l’edificio senza ricorrere all’uso della forza pubblica e di assegnare un alloggio dignitoso alle famiglie che ne avevano diritto.


Dopo decenni di immobilismo, negli ultimi quattro anni sono stati eseguiti a Roma sei sgomberi in maniera pacifica grazie all’intervento e alla mediazione dell’Amministrazione regionale: via Carlo Felice, dove l’occupazione andava avanti dal 2004, via Maria Adelaide, edificio occupato dal 2005, cosi come quello del Laurentino, ma anche via del Caravaggio e Valle Fiorita con un’occupazione decennale e costi enormi sostenuti dalla Stato.

“Si tratta di sei immobili restituiti ai legittimi proprietari e 1.200 persone, tra cui molti bambini, che hanno ricevuto un alloggio dignitoso. Sei ferite della città di Roma, che sono state sanate senza ricorrere alle forze di polizia, senza assistere a scene di violenza e disperazione, ma garantendo il giusto ripristino della legalità, insieme al diritto alla casa e alla difesa delle categorie più fragili” dichiara Massimiliano Valeriani, assessore regionale all’Urbanistica e alle Politiche abitative.


Il “modello Lazio” è la risposta concreta alle circolari Salvini, che prevedevano solo il ricorso alla forza pubblica, senza alcun rispetto per le persone più deboli, con scontri e conseguenze drammatiche per il tessuto sociale della città.