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REGIONE. L’AMMINISTRAZIONE ROCCA VUOLE CANCELLARE LA PROTEZIONE CIVILE NEL LAZIO

La gestione della pandemia, con la distribuzione di mascherine e medicinali, gli interventi in caso di calamità, come gli ultimi fenomeni meteorologici estremi – sempre più frequenti – o le scosse di terremoto del 2016 che hanno messo in ginocchio le zone del Reatino. In particolare, negli ultimi anni siamo ormai stati abituati a riconoscere il ruolo della Protezione Civile come cruciale: sempre in prima linea, dai momenti iniziali. Eppure, questa efficienza che contraddistingue gli interventi della Protezione Civile potrebbe venire ora minacciata dalla volontà della Regione Lazio di sopprimere l'agenzia regionale della Protezione Civile: Giancarlo Righini, assessore regionale al Bilancio, ha illustrato la proposta per chiudere l’agenzia e riportare così la Protezione Civile sotto il controllo diretto della Regione. La scelta ha fatto insorgere le opposizioni: Massimiliano Valeriani, consigliere regionale del Pd, critica fortemente la decisione. “È necessario denunciare questa scelta completamente insensata: chiudere l’agenzia sarebbe un grave errore per i cittadini del Lazio”.

Massimiliano Valeriani è stato il promotore della legge regionale che ha istituito l'Agenzia della Protezione civile nel Lazio, nel 2014: creata con l’accordo di tutte le forze politiche del tempo, l’agenzia è stata salutata da tutti come una grande innovazione. E a quasi 10 anni di distanza è ormai possibile tirare le somme e valutare l’operato finora svolto: “L’istituzione dell’agenzia ha totalmente sfilato la gestione della Protezione Civile da una dinamica tutta amministrativa procedurale come sono le strutture delle Regioni: attraverso l’agenzia abbiamo fatto sì che questo sistema importantissimo di prevenzione e intervento fosse dotato di maggiore velocità di intervento e puntualità nell’operare”.

Un bilancio completamente positivo, quello tracciato da Valeriani: è proprio la dinamica decisionale dell’agenzia in contrapposizione alle logiche burocratiche proprie della Regione, alle quali si rischia di tornare, a garantire la rapidità decisionale e dell’azione che in questo decennio ha contraddistinto il lavoro della Protezione Civile. “Se c’è un’emergenza (terremoti, allagamenti, incendi) l’elemento più prezioso dell’intervento è la velocità – spiega Valeriani – ed è proprio questa efficienza e immediatezza che verrebbe minacciata dal ritorno della Protezione Civile sotto il controllo diretto della Regione”.

Il principale cambiamento, con l’istituzione dell’agenzia nel 2014, è stato quello di modificare le dinamiche decisionali, tagliando così drasticamente i tempi di intervento: “Dentro un’amministrazione i tempi sono inevitabilmente lunghissimi: ogni acquisto deve essere proposto dalla direzione, gestito dalla centrale unica degli acquisti, viene poi indetto un bando di gara… il tutto può richiedere fino a 2 mesi. L’agenzia invece è una struttura che risponde ovviamente alla Regione, ma che ha una gestione completamente autonoma: il direttore si prende la responsabilità, dentro un certo budget, di operare delle spese e intervenire dove necessario. Così i tempi sono immediati”.

“Quali siano le ragioni per cui la destra vuole sopprimere l’agenzia non si sa, non sono mai state esplicitate. Secondo la mia personale opinione, hanno intenzione di liberarsi dell’attuale direttore, ma non c’è bisogno di annullare l’agenzia, che serve invece ai cittadini del Lazio”.

L’agenzia è guidata da Carmelo Tulumello (ha assunto l'incarico nel 2016 per poi venire riconfermato da Zingaretti nel 2021), che è stato duramente contestato dal centrodestra per la gestione della vicenda delle mascherine FFP2 durante la pandemia. Ma la maggioranza nega una simile motivazione. “Non è che per azzerare le nomine della precedente amministrazione si eliminano tutte le strutture di cui quelle nomine sono parte. Allo stesso modo, nominassero chi preferiscono loro al vertice, ma salvassero lo strumento”, la proposta di Valeriani.

“Sarebbe un vero errore eliminare l’agenzia per logiche meramente politiche – conclude – Incendi, allagamenti, terremoti, piogge torrenziali, Covid: in questi 10 anni questa struttura ha fatto sì che si potesse intervenire velocemente e aiutare migliaia e migliaia di persone. È cruciale che non venga smantellata”.

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