SANITÀ. CON LA DESTRA REGIONALE SOLO INAUGURAZIONI FLOP DELLE CASE DI COMUNITÀ
- Massimiliano Valeriani
- 24 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Il presidente Rocca continua con le inaugurazioni flop delle Case della Comunità: tanti tagli del nastro, ma questi presidi restano poi delle strutture vuote senza servizi sanitari per i cittadini.
Molte strutture inaugurate, infatti, non garantiscono ancora tutte le attività e le prestazioni sanitarie previste dal Decreto Ministeriale 77 per le Casa della Comunità, vale a dire quella serie di requisiti organizzativi e funzionali, distinguendo tra attività obbligatorie e facoltative. Finora sono state spesso inaugurate le stanze, ma non le attività: i lavori edilizi sono stati conclusi, ma mancano i professionisti necessari per il modello organizzativo previsto, a partire dai medici di medicina generale e dai pediatri.
Emblematica la vicenda della Casa della Comunità di Via delle Averle a Torre Maura: la struttura è stata inaugurata lo scorso mese di luglio, ma è ancora vuota. Eppure, nel corso della cerimonia di apertura della prima Casa della Comunità di Roma, il presidente Rocca aveva parlato di una struttura iconica con un numeroso elenco di servizi: dai percorsi diagnostico terapeutici assistenziali nell’ottica ospedale-territorio ai servizi diagnostici di base e i percorsi assistenziali, dal punto unico di accesso, alla presenza di assistenti sociali, dai servizi per l’assistenza domiciliare alle unità di continuità assistenziale e l’infermiere di famiglia e di comunità, dal punto per i prelievi alle attività di screening per la prevenzione dei cittadini, fino alle attività consultoriali, al l’ambulatorio infermieristico e al centro unico di prenotazione, insieme alle forme di aggregazione funzionale territoriale della medicina generale. Purtroppo, a sei mesi da quella presentazione in pompa magna la struttura è un presidio vuoto e privo di ogni prestazione, mai realmente aperto al pubblico. Oggi non c'è ancora nulla e in assenza di risorse e personale adeguato, come tutte le strutture di territorio previste dal Pnrr, finirà per essere una cattedrale nel deserto oppure verrà assegnato agli operatori sanitari privati.
Si allungano le liste di attesa, aumentano le persone che rinunciano a curarsi e ora anche le Case della Comunità rischiano di essere un altro clamoroso flop, rischiando di restare delle scatole vuote. Prende così forma il vero obiettivo della destra regionale: ridurre la sanità pubblica e sostenere quella privata, dove però si potranno curare solo i cittadini più abbienti.



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